Rachele Sacco

Discorsi & Interventi

Chieri lì, 10 Novembre 2023

intervento sanità pubblica e privata

La Sanità pubblica e privata hanno a mio giudizio pari dignità e ambiti di interventi.

L’una non esclude l’altra e punti di contatto, collaborazione e integrazione non solo possono esistere ma generano anche ottimi servizi.

Quello che bisognerebbe evitare sono la concorrenza e la sovrapposizione, o meglio l’una che operi a discapito e in danno all’altra.

Che in particolari momenti di crisi la Sanità privata vada in soccorso a quella pubblica è legittimo, ma non che questo diventi la norma.

E’ giusto riuscire a mantenere un modello di sanità pubblica generalizzato, un servizio sostenibile e gratuito per le fasce più deboli, una garanzia di assistenza e cura per tutti i cittadini, mentre la sanità privata dovrebbe ricoprire quegli ambiti di eccellenza o di cure specifiche dove magari il comparto pubblico sarebbe assente o in forte difficoltà nel gestirlo.

Penso, però, che la forza del sistema pubblico sanitario oltre alla sua gratuità, dovrebbe tornare ad essere la qualità.

Purtroppo in Italia esiste una forte diseguaglianza nel trattamento sanitario, nell’assistenza e nelle cure a seconda della Regione, della località, del presidio a cui facciamo riferimento e non vi sono davvero standard minimali garantiti e questo dovrebbe già essere un primo traguardo a cui ambire.

In modo tale che un cittadino italiano che abita nell’entroterra siciliano abbia le stesse possibilità di un cittadino residente a Milano.

E non, purtroppo, l’abissale differenza che intercorre oggi.

Il pubblico ha anche il compito di vigilare sulla qualità dei servizi erogati dalla sanità privata in quei settori dove essa è predominante in modo tale che ai cittadini siano garantiti comunque i servizi a prescindere dalle possibilità economiche anche gestendo tale richiesta in convenzione.

Penso ad esempio al trattamento degli ospiti, anziani e disabili nelle rsa che sono quasi tutte privatizzate e dove anche qui, come ben sapete, i trattamenti variano enormemente da struttura a struttura.

Oggi abbiamo davanti molte sfide anche qui in Piemonte senza necessariamente riferirci al quadro nazionale.

Basti pensare la gestione dei Pronto Soccorso, all’impiego di “gettonisti”, come si pensa di garantire i presidi di primo soccorso anche nelle aree montane e periferiche?

Come si pensa di compensare una cronica carenza di personale sanitario e medico senza necessariamente derogare al privato?

Come si ritiene di dover affrontare la carenza della medicina territoriale e mentre si discute tutti sanno quanti medici di base e pediatri manchino al territorio.

Infine, quali soluzioni si possono adottare per le liste di attesa?

Questo è, nuovamente, un grande terreno di confronto tra sanità pubblica e privata dove con il passare del tempo si amplia la forbice tra chi si può permettere visite ed esami in tempi rapidi a pagamento e chi, invece, non potendoselo permettere deve attendere mesi e anni, con grave pregiudizio alla propria salute.